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Splende il sole su Varsavia

Non sapevo se ce l’avrei fatta a scrivere questo post prima di sabato. Ma invece eccomi qua, con il racconto delle ultime vacanze, ritagliarsi un momento per sè è sacro.
Siamo arrivati in Polonia, a Lòdz, nel tardo pomeriggio di giovedì, in questa grande città, un po’ moderna, un po’ rovinata, un po’ segnata, piena di vita. Siamo entrati, io e i miei due compagni di viaggio, nel nostro appartamento e inizialmente il padrone ci ha portati nella corte, grigissima, buia (sovietica?). Poi nel condominio che odorava di muffa. Poi ci ha aperto le porte dell’appartamentino. Luminosissimo, moderno, tecnologico. Il padrone, come la stragrande maggioranza delle persone con cui abbiamo avuto a che fare, parlava solo polacco. Una gran fatica, ma la quarta amica, già sul posto ci ha aiutati per questo aspetto, per nulla da sottovalutare.
La città di Lodz offre un bel centro storico, l’architettura è massiccia, in gran parte le sue costruzioni storiche dipendono dal suo periodo ottocentesco, quando era una città praticamente totalmente dedicata alle industrie tessili.
Dopo la doccia di giovedì siamo andati subito in centro a cenare A Chlopska Izba (letteralmente “La casa del contadino“) lungo Piotrowska St, la strada principale. Questa scelta dettata un po’ da quello che a occhio ci ispirava, si è rivelata senza dubbio ottima. A parte il posto, rustico, in legno e muri a decori polacchi, riserva dei sapori davvero particolari, soprattutto per chi come me, poco conosce la cucina polacca. Qui, ci siamo poi tornati l’ultima sera per chiudere in bellezza la nostra permanenza

Il secondo giorno siamo rimasti a Lodz e, oltre al centro, la città e qualcosa nei dintorni, siamo stati a fare un giro a Manufaktura, una grandissima fabbrica tessile antica rimaneggiata e trasformata in un centro commerciale modernissimo, che un po’ contrasta con i dintorni più tetri. 
A fianco c’è anche il grande museo di arte moderna e contemporanea, con tanti pezzi di Picasso, Braque, Van Doesburg e anche della più contemporanea e grandissima Marina Abramovic.
Il terzo giorno siamo usciti da Lodz e siamo andati a Nieboròw. Aspettavamo un pullman e ci siamo trovati su un pulminetto scassatissimo, arrugginito che subbalzava ad ogni minima disconnessione dell’asfalto (le risate che non ci siamo fatti…). Dopo un’ora e mezza di sobbalzi siamo arrivati al paesello pronti per il castello. Abbiamo preso un taxi (abbiam scoperto che i bus di sabato non passano.. ohibò) con un tassista dai lunghi baffi, molto convinto del suo dialogo in polacco (monologo più che altro, dopo un po’ ci ha rinunciato, poveretto..).
Abbiamo visitato prima il giardino di Arkadia, un bellissimo giardino all’inglese, voluto dai reali e costituito, oltre che dagli alberi, da alcune finte rovine tardo settecentesche.

Poi il nostro amico tassista è tornato a prenderci e ci ha portati al castello di Niebòrow, una reggia in stile barocco più o meno dello stesso periodo, con il fascino e il trasporto che hanno le case aristocratiche con i loro oggetti d’epoca e i loro giardini.
La domenica abbiamo fatto un ampio giro della città, visitato lo studentato dell’amica in erasmus e stazionato in un parchetto in zona. La sera ci siamo preparati una bella cena all’italiana!
Il quinto giorno invece siamo stati a Varsavia. Per prima cosa sul palazzo della cultura, una grande costruzione sovietica che sovrasta tutta la città, dove si ammira il paesaggio. 

Poi siamo stati nella città vecchia. I palazzi della città sono colorati e sono stati ricostruiti fedelmente dopo i bombardamenti della guerra Mondiale (grazie alle vedute del Canaletto).
Per visitarla avevamo giusto un giorno, ma penso che almeno un giro sia d’obbligo. Non è sicuramente Parigi, o Roma, ma le suggestioni del centro storico non mancano. Le due piazze più carine sono collegate da vicoletti caratteristici, si trova una chiesa più o meno ogni 100 m.

Il polacco è una lingua complicata e per nulla intuitiva.. Ma noi a comunicare ci si provava lo stesso, spesso con esiti imbarazzanti.. Il problema è che con l’inglese lì se la cavano proprio poco, se non nei ristoranti dove solitamente i camerieri parlano bene l’inglese..
E a proposito di ristoranti, due parole in più sulla cucina.
Oltre a Chlopska Izba, il posto del primo e ultimo giorno di Lodz, abbiamo mangiato diverse cose tipiche. Al Chlopska Izba è delizioso l’antipasto a base di aringa all’olio d’oliva, la carne di manzo arrotolata con pancetta in salsa al pepe (una cosa dietetica sì..) e le zuppe di vario genere, che in Polonia sono un must, spesso con dentro pezzetti di salsiccia (ovviamente affumicata) o uova. Carinissime quelle servite dentro la pagnotta, decisamente da rifare. Un’altro piatto gradevole sono i pierogi, una specie di ravioli ripieni di patate, cipolle o crauti.

Un altro ristorante di Lodz che ci è piaciuto è Manekin, a un tiro di schioppo dal primo, si chiama così per i vari manichini seduti ai tavoli dei locali. Ottimo il cibo, in particolare i pancakes (non si chiamano così, ma non ricordo per niente il nome polacco..) che sono una specie di crepes che somigliano più a una tortilla sottilissima. La mia era ripiena di blue cheese (tipo gorgonzola, meno male che i menù erano anche in inglese) mirtilli rossi e noci. Consigliato per il cibo, meno per il servizio.
Ottima da bere la birra al miele, quasi dolce. Incredibile per noi constatare che la birra costa molto meno dell’acqua.
Sia io che i miei amici siamo amanti della buona tavola e ci siamo trattati sempre bene durante i pasti. Aiutati a mantenere questo tenore di vita, anche dai prezzi, effettivamente più bassi (sui 35-60 zloti, dai 10 ai 15 euro per pasti abbondanti e a base di carne)
E questi sono i pasti degni di nota.
In più c’è stato il ristorante indiano, che io adoro, un simpatico pranzo a pane e salame (pessimo il salame polacco) subito fuori dal giardino di Arkadia; un’ottima cena italiana (o quasi) in appartamento a base di pasta alle verdure e crostini al gorgonzola.
E infine non si può non fare un’accenno ai meravigliosi dolci dei nostri tè pomeridiani. Fra tutti la crostata di frutta alla panna (al posto della crema pasticcera) e la torta di mele (si dice che ogni torta di mele è diversa no? Quella mangiata in Polonia era meravigliosa) servita, ovviamente con la panna e il gelato.
Infine dico che questa parte di Polonia io la consiglio, oltre che per il turismo fine a se stesso, per capire davvero questo stato e per capirne le ampie ferite che forse iniziano ora a rimarginarsi.
Le persone qui sorridono quando ti parlano la loro lingua e noi sorridevamo con loro non capendone una parola, ma le città portano ancora i segni di 50 anni di regime, e di tanti altri anni di dominazione nazista.
Qui termina il mio racconto.
Ah dimenticavo di dire che in aeroporto a Bologna prima della partenza ho incontrato il mitico Andrea Lucchetta. Io gli ho detto che lo seguivo, che l’ho seguito gli ultimi anni che ha giocato, che lo seguo ora che ci fa la telecronaca delle partite e che seguo il suo lavoro per portare la pallavolo ai media. Lui ha intavolato (con me!) una lunga discussione sulla pallavolo ma anche su altro. Che posso dire? Per me questi sono i veri campioni.. (E per una volta mi sono sentita veramente molto puffa.. che bello!)
Prima del raduno di sabato non penso di postare altro, quindi che vi posso dire oltre che sono molto emozionata? Sono anche entusiasta e, semplicemente, non vedo l’ora..
A presto!

16 Comments

  • Reply
    Dani
    25 Aprile 2013 at 7:42

    Deve essere stata una belissima esperienza, la Polonia è uno dei paesi che vorrei visitare, sono molto attratta dalla loro tormentata e dolorosa storia!
    Quando avrò modo di farlo ti userò come punto di riferimento 😀
    Mancano poco meno di 48 ore al nostro incontro ^_^

    • Reply
      lacuisinetresjolie
      25 Aprile 2013 at 7:44

      Daniiiii come sono emozionata! E non so ancora come vestirmi -.- :p

  • Reply
    Vale@Lattealcioccolato
    25 Aprile 2013 at 7:52

    Bellissimo post dear, se mai avro l'occasione andrò sicuramente a visitare questi posti. Devono avere un che di suggestivo che a parole non si può descrivere 🙂
    Massima invidia per Lucchetta! *_* 😀
    Un bacione!

  • Reply
    Loredana
    25 Aprile 2013 at 7:58

    Bellissimo questo resoconto delle tue vacanze, la Poloni ami ha sempre attirato, da quando studiavo Chopin da bambina, prima o poi un giretto ce lo farò!

    Come mi dispiace non essere dei vostri al raduno 🙁

    Divertiti 🙂

  • Reply
    giulia pignatelli
    25 Aprile 2013 at 7:58

    che bellissimo post, mi piacciono i racconti di viaggio!!!

  • Reply
    Mammalorita
    25 Aprile 2013 at 11:29

    grazie ho salvato il tuo post perchè hai dato un sacco di "dritte"per la polonia dove conto di andare appena becco una buona occasione su ryanair!!!!un abbraccio…

  • Reply
    Francesca
    25 Aprile 2013 at 14:02

    Ciao ma che bello il tuo blog e quante ricettine sfiziose. Mi sono unita ai tuoi sostenitori così ti avrò sempre a portata di click. Se ti va fallo anche tu. Francesca.

  • Reply
    m4ry
    25 Aprile 2013 at 15:50

    La Polonia mi piacerebbe visitarla..e dopo aver letto e visto questo post..sono ancora più curiosa…le foto sono davvero belle e suggestive 🙂
    Grazie tesoro…e poi, sono felice..felicissima di abbracciarti 🙂
    Io sarò a Roma già domani sera…
    Baci !

  • Reply
    Andrea
    25 Aprile 2013 at 17:43

    Sono posti molto affascinanti, ma certo che la lingua penalizza molto le relazioni con i turisti: una lingua, come il ceko, in cui le parole hanno tantissime consonanti e pochissime vocali! Un abbraccio

  • Reply
    Chiara Setti
    25 Aprile 2013 at 18:43

    Mai stata in questo posto ma dal tuo post e da racconti di alcuni amici che ci sono stati sembra affascinante….
    A prestissimo!! 🙂

  • Reply
    Federica
    26 Aprile 2013 at 5:27

    Ci sono stata tantissimi anni fa per un congresso e meriterebbe un bis. Stavlta solo di piacere 🙂 Un bacione e buon divertimento a Roma. Vi penserò… ^_^

  • Reply
    Bietolin@
    26 Aprile 2013 at 11:56

    Che bel racconto e che bel viaggetto dev'essere stato!
    Aspettiamo un bel racconto anche sul raduno, mi raccomando!!
    Baciotti e buon divertimento :-*

  • Reply
    Inco
    26 Aprile 2013 at 15:00

    Deve essere stato meraviglioso, un'esperienza davvero molto bella!
    Grazie per aver condiviso con noi questo post mooolto interessante, cara (: Immagino quanto sia stato meraviglioso!
    Un abbraccio,
    Inco.

  • Reply
    Patrizia
    26 Aprile 2013 at 15:24

    Ecco dove eri finita Claudia, in Polonia 🙂 bravissima un bel viaggio ci sta sempre molto bene, apre la mente e rigenera… Molto bello il tuo racconto, molto belle le tue foto e bellissima tu !
    Non sono mai stata in Polonia, conosco questa terra solo attraverso racconti e foto di polacchi che vivono e lavorano qui e devo dire che mi attira molto …
    Grazie di aver condiviso questa tua bella esperienza , un bacione, a presto!

  • Reply
    elisabetta pendola
    27 Aprile 2013 at 10:17

    noooo è stato il mio sogno per un decennio la polonia!!! <3<3<3

  • Reply
    Giovanna
    28 Aprile 2013 at 12:52

    Bellissimo il racconto Claudia. Quanta sensibilità nel parlare di un paese martoriato.
    Bello il tè delle cinque – e ti pareva che non notavo questo – con crostate, panna e torte di mele.
    Un bacione grande grande

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