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Risotto di orzo di Yotam Ottolenghi

Ultimamente non mi rimane molto tempo per il blog. Sono molto fortunata ad avere un lavoro che mi piace e che mi tiene occupata le giornate, tuttavia a volte mi sento un po’ soffocare.

Tra i pochi esperimenti che ho fatto di recente, le ricette di Yotam Ottolenghi sono una continua scoperta tra sapori che non conosco e mi piace molto perdermi tra i suoi piatti.

Questo piatto l’ho preparato la settimana scorsa, che è stata anche la settimana della mia ripartenza in palestra. Insieme alla palestra (più che palestra, corsi) amplierò le mie conoscenze sui piatti salutari, variandoli, e la ricetta di oggi mi è sembrato un ottimo modo per farlo. Si tratta del risotto di orzo. Premesso che conoscevo questa preparazione ma non avevo molta fiducia nel cosiddetto “orzotto”, soprattutto perché, non so bene per quale motivo, nutro un po’ di diffidenza verso cerali tipo orzo, farro, miglio, burgul… Invece devo dire che è piaciuto molto anche a una orzo-incerta come me. Non aspettatevi un piatto che somiglia a un risotto, è più una preparazione un po’ cremosa ma che deve la sua avvolgenza ai suoi profumi di erbe e spezie caratteristiche della cucina mediorientale e al pomodoro a pezzetti, ingrediente fondamentale.

La feta è marinata nell’olio e nei semi di cumino (semi di carvi nell’originale, un seme simile al cumino), e qui a casa è nata la discordanza. Gabriel, anche se viaggia tanto anche lontano, è poco incline a questa spezia, mentre a me piace davvero tanto perché mi ricorda appunto l’Oriente, vi consiglio di tenerlo in dispensa e di usarlo, se non altro con la feta con cui si abbina perfettamente.

Per quattro persone:

  • 220 g di orzo perlato (precotto)
  • 30 g di burro
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 gambo di sedano tagliato a dadini piccoli
  • uno spicchio d’aglio
  • mezza cipolla piccola tragliata a dadini piccoli
  • 2 rametti di timo
  • una foglia di alloro
  • 1/2 cucchiaino di paprika affumicata
  • 4 striscioline di scorza di limone bio
  • 1/4 di cucchiaino di peperoncino piccante secco sbriciolato
  • 400 g di pomodori pelati a pezzi
  • 700 ml di brodo vegetale bollente
  • 1 cucchiaio di semi di cumino
  • 150 g di feta spezzettata grossolanamente
  • un cucchiaino di origano in foglie fresco (o essiccato)
  • sale e olio evo

In una pentola fate sciogliere il burro con l’olio di oliva. Fate soffriggere per 5 minuti la mezza cipolla, l’aglio intero schiacciato e il sedano. Aggiungete l’orzo e fatelo tostare per un minuto mescolando un paio di volte. Aggiungete intanto timo, paprika, alloro, scorza di limone, peperoncino.

Trascorso il minuto aggiungete anche i pomodori a pezzetti, il brodo di verdura e mezzo cucchiaio di sale. Rimestate e portate a bollore. Poi abbassate e fate sobbollire lentamente fino a portare l’orzo a cottura (ci vorranno circa 10 minuti), mescolate ogni tanto per evitare che si attacchi al fondo. A cottura ultimata l’orzo sarà tenero e il liquido di cottura assorbito. Ricordatevi di togliere, a questo punto, lo spicchio d’aglio.

Tostate i semi di cumino in padella. Aggiungeteli poi alla feta con un paio di cucchiai di olio. Mescolate in modo che si amalgami bene.

Dividete il risotto di orzo in quattro fondine e aggiungete su ognuna un quarto della feta preparata.

Servite il risotto ben caldo con la feta fredda di frigorifero.

 

A presto!

3 Comments

  • Reply
    SABRINA RABBIA
    11 novembre 2018 at 18:21

    Quanto ti capisco anche a me manca il tempo il lavoro mi assorbe tantissimo e poi c’e’ la famiglia, pero’ hai ragione ringraziamo di avercelo!!!Stupendo il tuo orzotto, soddisfa in pieno il mio palato, grazie!!!Baci Sabry

  • Reply
    Tatiana
    12 novembre 2018 at 9:45

    Anch’io sono una orzo-incerta, di diretta derivazione dalla costante imposizione di zuppe a base di orzo in tenera infanzia e che ho schifato parecchio, però sfogliando le pagine di Ottolenghi ne sono rimasta affascinata, anche se non a sufficienza da provarci… la tua però è una conferma che mi ha convinta. Dai che ci provo anch’io!
    Un abbraccio 🙂

  • Reply
    tizi
    13 novembre 2018 at 10:52

    adoro la cucina di ottolenghi, i suoi profumi… il tuo orzotto deve essere davvero buonissimo. è vero, il tempo libero è sempre troppo poco, ma sicuramente questo piatto è un ottimo modo per impegnarlo e gustarlo a pieno! buona giornata cara 🙂

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